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DESERTO

Il deserto. Caldo, torrido, immenso. Un luogo dove dune e orizzonte non s’incontrano mai. Una terra desolata, apparentemente priva di vita.Abituati a viaggiare su comodi fuoristrada vediamo la minima parte di quello che il deserto offre realmente. Io ho scelto di attraversarlo a piedi, camminando da solo nel suo silenzio. E, come per magia, poco alla volta prende vita. Ed ecco le dune, forme viventi che si modellano sotto il respiro incessante del vento, in una continua danza senza fine.Già, il deserto è spietato. Chi non trova riparo quando la canicola è al suo apice è destinato a morire. “Non c’è posto per i deboli”.Mentre con estremo rispetto lo attraverso, resto silenzioso, cupo, con lo sguardo rivolto verso la sabbia. I miei passi scandiscono con ritmo monotono il tempo che sembra non passare mai. Nel deserto la stanchezza fisica non esiste, non esistono i pensieri: si cammina per ore e ore perché si consumano molte più energie e acqua cercando di riposare, che a continuare ad avanzare. Le temperature raggiungono con facilità i sessanta gradi, fermarsi significa lasciare la vita e bisogna essere molto preparati psicologicamente, perché il sole ti gioca brutti scherzi, ti fa impazzire, ti fa mancare l’aria, ti ruba fino all’ultima goccia di sudore.Ho scelto di attraversarlo a piedi perché le emozioni che provo in queste lande desolate non le ritrovo in nessun altro luogo del mondo. Qui, da solo, contemplo la meravigliosa, umile bellezza che solo il deserto sa regalare. Non c’è posto per la superbia: alla fine di ogni mia attraversata ringrazio sempre il deserto per avermi concesso di uscire, sano e salvo.

DESERTO

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Arrivammo infine, per nostra fortuna, a Timbuctu, nel momento in cui il sole toccava l’orizzonte. (....) Entrando in questa citta' misteriosa, oggetto di tante ricerche da parte delle nazioni civili d’Europa, fui preso da un sentimento inesprimibile di soddisfazione; non avevo mai provato una sensazione di felicita' cosi infinita.20 aprile - 4 maggio 1828dal diario di Rene' Caillie', primo europeo a raggiungere la mitica Timbuctu( tratto dal libro: Viaggio a Timbuctu)

In Africa there are no frontiers,even between life and death.Léopold Sédar Senghor

Then, it was all over the Western Sahara, which i wanted to cross to the Atlantic, something that no one had ever dared to do. Ahmed had reason : "Tarik Kebir" is a long way ..... In September 1990 Philippe Frey part from Marsa Allam, on the shores of the Red Sea, only with two camels. In the footsteps of king Solomon i'll cross city abandoned, with the charter of the sky as the only guide ...... The eight June 1991, on the beach of the Atlantic refinement finally his victory in the Sahara.(Taken from the book Nomad White)









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